LA MOXA E LA MOXIBUSTIONE
La moxibustione o ignipuntura è una tecnica, con radici antichissime, mediante la quale si applica del calore, a scopo terapeutico o preventivo, su alcuni punti del corpo ben definiti; è un’applicazione sui punti d’agopuntura. Moxa letteralmente deriva dalla parola giapponese “moe kusa” che significa erba che brucia. Questa tecnica viene descritta la prima volta in un testo scritto ancora prima della nascita di Cristo.. Già l’uomo primitivo scoprì che, applicando calore alla regione dell’addome, i dolori addominali e il senso di pienezza venivano attenuati. Inizialmente allo scopo venivano usate foglie, ramoscelli secchi, carbone di legna, bastoncini d’avorio e zolfo. Di tutti questi materiali quello, che si rivelò essere il più efficace, furono le foglie secche di Artemisia Vulgaris. Le foglie venivano fatte seccare al sole, poi sbriciolate ed in seguito applicate sui punti di agopuntura, dopo essere state bruciate. Oltre all’effetto terapeutico le foglie di Artemisia venivano anche usate come insetticida nei pozzi neri delle latrine, oppure bruciate per allontanare le zanzare. Il suo valore è indiscutibile nel trattamento di disturbi cronici (soprattutto in quelli causati da freddo e umidità come ad esempio i dolori articolari e reumatici) e nelle condizioni di vuoto energetico.
L’uso del calore per controllare il dolore è un sistema oramai ben affermato e le risposte fisiologiche alla moxibustione determinano un aumenta generale delle difese immunitarie. Infatti era consuetudine del popolo cinese, moxare il punto zusanli (ST36), prima di ogni viaggio, allo scopo di aumentare le difese immunitarie. La moxa è anche un ottima tecnica di rafforzamento energetico, essendo una fonte esterna d’energia. Attiva la circolazione energetica e sanguigna.
Nel corso degli anni questa tecnica è divenuta una branchia importante della Medicina Tradizionale Cinese e in effetti, la scelta dei punti sui quali applicarla, deriva dalla diagnosi fatta secondo i criteri delle otto regole diagnostiche della M.T.C.. Inizialmente nacquero delle scuole dove si pensava di poterla utilizzare in modo autonomo, ma la conclusione fu che aghi o massaggio e moxa erano complementari ed entrambi indispensabili alla riuscita della guarigione della malattia. In effetti i massaggi (Tuina) o gli aghi hanno un ruolo di movimento dell’energia, mentre la moxa viene usata maggiormente per la tonificazione della stessa. Questa divisione è abbastanza sommaria, in quanto l’utilizzo fatto in un modo piuttosto che un altro può anche determinare un’ azione opposta, ad esempio, con la moxa, si può anche muovere l’energia, ma le regole principali sono quelle descritte di sopra.
UTILIZZO DELLA MOXA
Innanzitutto bisogna spiegare che il materiale utilizzato per formare la moxa nelle sue varie forme è sempre l’Artemisia, in quanto non si è ancora trovato un materiale più adatto. L’artemisia sprigiona, durante la combustione, oli essenziali con proprietà analgesiche, antispasmodiche e tonificanti. Emette un calore di circa 500/600 °C attraverso radiazione infrarossa. A causa del forte odore rilasciato dalla combustione, l’artemisia viene spesso sostituita da carboncino intriso in erbe dalle proprietà stimolanti, sedative del dolore e in grado di riprodurre le proprietà dell’erba originale. Quindi tutte le forme di moxa che si ritrovano in commercio sono costituite o da artemisia oppure da carboncino miscelato con erbe.
Viene principalmente utilizzata secondo queste forme:
SIGARO: la forma è quella di un sigaro. Hanno la lunghezza che va dai 10 ai 21 cm. e un diametro di circa 1.5 cm.. Si utilizza avvicinandolo ai punti da trattare, dopo averlo acceso, senza che però ci sia contatto, ma tenendolo ad una distanza di circa 2-3 cm., sino a quando il calore non diventa fastidioso; è la forma più usata perché permette di riscaldare zone più ampie e permette di alternare i punti da trattare per più volte durante la stessa seduta.
Utilizzati anche per l'auto trattamento.

SCATOLA MOXA: La forma è quella di una scatola, quadrata o rettangolare con i lati di circa 15 cm.. Viene utilizzata ponendoci all’interno mozziconi residui di sigari, lana moxa sciolta, oppure sigari pretagliati. Dopo avere acceso la moxa e averla riposta all’interno, si appoggia la scatola sulla zona da trattare. Il calore sarà piacevole e rilassante per circa una decina di minuti e verrà rimossa, quando il ricevente comincerà ad avere una sensazione non più gradevole del calore. Utilissima per lombaggini se appoggiata in zona lombare. Viene anche utilizzata in zona addome, quando esistano sensazioni di pienezza o dolori crampi formi.
Utilizzata anche per l’auto trattamento.

CONETTO: Ha la forma di un cono ed è di piccole dimensioni, confronto al sigaro, infatti la loro dimensione va dalla misura di un chicco di grano a quella di un oliva. Viene confezionata con la base, ossia la parte che viene appoggiata sulla pelle, in materiale adesivo, onde garantire un’applicazione più sicura. Viene posto sul punto da trattare e, spesso, tra la cute e il conetto si interpone un dischetto che può essere fatto di: zenzero, aglio, argilla, sale, fagioli ecc....
Utilizzati anche per l’auto trattamento.

PURA LANA Di MOXA: Lana sciolta di moxa, composta unicamente di artemisia. Viene modellata in conetti e viene utilizzata come quest’ultimi. La scelta di questa forma permette di creare dimensioni non presenti in commercio.
Scomoda per l’auto trattamento.

INDICAZIONI DELLA MOXA
La moxa viene utilizzata soprattutto nelle condizioni di malessere aggravati dal freddo e dall’ umidità, per rafforzare l’organismo e il sistema immunitario e nei casi di vuoto energetico. Particolarmente utile nelle seguenti problematiche: reumatismi, artrosi, lombalgia, lombo sciatalgia, periartriti, dolori cervicali, torcicollo, dolori articolari, tendinite, colpo della strega, colpo di frusta, contratture muscolari, cefalea, debolezza sessuale maschile, foruncoli, acne, paralisi degli arti, paralisi facciale, anemia, debolezza generale, diarrea, stipsi (costipazione/stitichezza), digestione difficile, dolori addominali, gonfiore addominale, problemi polmonari, bronchite, tosse asmatica, tosse catarrale, rinite, arti freddi, avversione al freddo, rivolgimento del feto podalico, verruche, incontinenza, ritenzione di liquidi, contrattura delle dita, mestruazioni irregolari o dolorose (dismenorrea).

